frequently
asked questions
tutto quello che avreste
voluto sapere
ma non avete mai osato chiedere
| La
pratica delle F.A.Q. è ormai una delle più diffuse nei siti web. Ed è
anche una vera e propria innovazione stilistica nel campo della
informazione. In poche righe e con un minimo sforzo si acquisiscono
informazioni utili e veloci.
Noi useremo questo sistema per fornire risposta ai quesiti più comuni che riguardano l'apprendimento e l'uso dell'inglese. Perciò, ti invitiamo caldamente a consultare le F.A.Q., potrebbero contenere la risposta che hai sempre cercato e non hai mai trovato.
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La
grammatica inglese è facile ... è la pronuncia che è difficile. |
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| Torna su | Q.: La
grammatica inglese è facile, vero?
A.: Se ci riferiamo solo alle strutture grammaticali di base (coniugazione dei verbi, numero e genere dei nomi, ecc.), allora possiamo dire che è vero. Quando però si approfondisce un po' la lingua, allora la grammatica diventa complessa come più o meno qualsiasi altra lingua. Per esempio, il sistema di coniugazione dei verbi è facile, il loro uso invece è piuttosto complicato. Infine, la difficoltà di una lingua straniera è relativa alla lingua madre di chi apprende: più sono affini le due lingue, più è facile usare la lingua straniera. Quindi possiamo dire che l'inglese è relativamente facile per un olandese, ma relativamente difficile per un cinese. Per un italiano, la grammatica di base non è poi molto difficile.
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| Torna su | Q.: E'
difficile la pronuncia dell'inglese?
A.: No. Almeno non più di altre
lingue, anche se di nuovo dipende dalle affinità con la propria lingua
madre.
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| Torna su | Q.: E' vero
che è difficile capire gli inglesi quando parlano?
A.: Sì. Tuttavia, qui ci riferiamo non tanto agli inglesi, in quanto cittadini britannici, ma ai parlanti di lingua inglese in generale (native-speakers). Le difficoltà di comprensione dell'inglese parlato sono di varia natura. In primo luogo perchè esistono diverse varietà di inglese: americano, irlandese, inglese (dell'Inghilterra), scozzese, sudafricano, canadese, australiano, ecc. A loro volta poi ciascun paese comprende varietà locali (come l'italiano d'altra parte), il che complica ulteriormente le cose. In secondo luogo, il modello intonativo della lingua (regolare e monotono) è molto diverso da quello italiano (melodico). Questo non contraddice quanto detto sopra circa la pronuncia del parlante straniero, perchè è relativamente facile per un inglese intuire la pronuncia straniera, mentre è difficile per uno straniero decodificare il modello intonativo e di pronuncia dell'inglese.
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| Torna su | Q.: Quante
persone parlano inglese nel mondo?
A.: Al riguardo non esistono dati certi, ma solo stime, infatti a seconda delle fonti e dei criteri adottati le cifre cambiano, anche sensibilmente. Stime abbastanza attendibili dicono che i native-speakers sono circa 400 milioni, mentre quelli che parlano inglese nel mondo (native speakers e non) sono intorno ai 1.400 milioni; quindi un saldo netto di un miliardo di persone. E' questo dato che fa capire la preminenza dell'inglese come lingua internazionale. Infatti, per esempio, lo spagnolo ha circa 260 milioni di parlanti nativi a fronte di circa 290 milioni di persone che lo parlano nel mondo, con una saldo di soli 30 milioni. Il cinese ha circa 1 miliardo di parlanti nativi e in tutto sono grossomodo 1 miliardo e 100 milioni le persone che lo parlano, con un saldo di 100 milioni.
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| Torna su | Q.: Quando
si può dire: "io parlo inglese"?
A.: Questione molto spinosa e agli
effetti pratici del tutto irrisolta. Molto spesso capita di sentire
affermazioni del tipo: "Io parlo inglese e francese"; oppure,
"L'inglese l'ho studiato per sette anni ma non lo parlo", e si
dà per scontato che l'affermazione indichi un dato di fatto. In realtà
affermazioni del genere non hanno un valore di verità assoluta, perchè
dipende moltissimo da chi la fa; in altre parole sono la nostra
percezione personale o il nostro carattere o personalità che spesso ci
fanno essere ottimisti o pessimisti rispetto alle nostre competenze
linguistiche.
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| Torna su | Q.: A che
età è meglio cominciare a studiare l'inglese?
A.: Forse più che "studiare"
sarebbe meglio dire "imparare". Escludendo il caso piuttosto
eccezionale di avere una persona (preferibilmente la madre) che parli
l'inglese in famiglia, per cui allora l'età migliore per imparare una
lingua è ... appena nati, sicuramente prima si comincia meglio è. I
bambini, anche di 5 o 6 anni, sono ancora in una fase naturale di
apprendimento linguistico, per cui sotto forma di gioco e di interazione
con un adulto possono già acquisire dimestichezza con la pronuncia dei
suoni e apprendere semplici vocabili.
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